27) Schopenhauer. L'amore  compassione.
Per Schopenhauer l'amore consiste nel capire il dolore degli altri
attraverso il proprio dolore e averne una disinteressata
compassione.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione,  67
(vedi manuale pagina 135).

 Abbiamo veduto come dall'oltrepassamento del principii
individuationis venisse, nel grado minore, la giustizia, e nel
maggiore la bont vera e propria dell'animo, la quale ci si mostr
come puro, ossia disinteressato amore per gli altri. Dove
quest'amore si fa perfetto, rende l'individuo estraneo e il suo
destino affatto pari al nostro: pi in l non si pu andare, non
essendovi ragione di preferire l'altrui individuo al nostro. Pu
nondimeno la massa degli individui estranei, il cui benessere o la
cui vita siano in pericolo, prevalere sui riguardi del bene
individuale. In tal caso il carattere asceso all'altissima bont e
alla perfetta generosit sacrifica in tutto il suo bene al bene
dei pi: cos periva Codro, cos Leonida, cos Regolo, cos Decio
Mure, cos Arnoldo di Winkeried, cos ciascuno, che
volontariamente e consapevolmente per i suoi, per la patria va a
morte sicura. Alla medesima altezza sta chiunque di buon animo
affronti dolore e morte per l'affermazione di ci che all'umanit
intera giova ed a buon diritto spetta, ossia per verit generali e
importanti, e per l'estirpazione di grossi errori. Cos periva
Socrate, cos Giordano Bruno. cos trovarono tanti eroi della
verit la morte sul rogo, tra le mani dei preti.
[...].
Quel che adunque bont, amore e nobilt posson fare per altri, 
sempre nient'altro che lenimento dei loro mali; e quel che per
conseguenza pu muoverle alle buone azioni e opere dell'amore, 
sempre soltanto la conoscenza dell'altrui dolore, fatto
comprensibile attraverso il dolore proprio, e messo a pari di
questo. Ma da ci risulta che il puro amore (agape, caritas) ,
per sua natura, compassione.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione,
Laterza, Bari, 1968, volume secondo, pagine 491-492.
